IPOTIROIDISMO

Prof. Giampaolo Papi

 

Definizione. Si definisce ipotiroidismo la condizione nella quale i livelli circolanti di ormoni tiroidei liberi (FT4 e FT3) sono insufficienti a mantenere uno stato di eutiroidismo. Si distinguono due forme di ipotiroidismo: 1) l’ipotiroidismo subclinico (o lieve), in cui le concentrazioni sieriche del TSH eccedono il limite superiore del range di riferimento statisticamente definito ma i valori di FT4 e FT3 rientrano ancora nei limiti di norma; 2) l’ipotiroidismo franco, in cui i livelli circolanti di TSH sono elevati ed i valori degli ormoni tiroidei risultano inferiori ai limiti di norma.

 

Caratteristiche cliniche. L’ipotiroidismo si manifesta generalmente con uno o più sintomi e segni.

Eziologia (cause)

 

Tiroidite cronica autoimmune: è causata da un processo autoimmune che riconosce come bersaglio la ghiandola tiroide. Si distinguono una forma con gozzo, talvolta ad evoluzione nodulare (Tiroidite di Hashimoto) ed una forma senza gozzo, caratterizzata da atrofia ghiandolare (Tiroidite atrofica). Nella maggior parte dei casi, si possono riscontrare concentrazioni sieriche elevate di anticorpi anti-tireoglobulina (anti-TG) ed anti.-tireoperossidasi (anti-TPO) e talora, soprattutto nei pazienti con la tiroidite cronica atrofica, anche di anticorpi anti-recettori del TSH del tipo bloccanteNel 15% circa degli individui affetti, non vengono invece ritrovati anticorpi anti-tiroide in circolo (forme sieronegative).

- Tiroidectomia: dopo un intervento chirurgico di asportazione della tiroide (tiroidectomia), è necessario che il paziente assuma una terapia sostitutiva con ormone tiroideo (l-tiroxina, L-T4): se tale terapia non viene assunta o non è sufficiente, si crea una condizione di ipotiroidismo;

- Terapia radioiodometabolica nella malattia di Graves-Basedow: come si può leggere nel capitolo sull’ipertiroidismo, fra le possibili opzioni terapeutiche nella malattia di Graves-Basedow c’è il trattamento con radioiodio (131I), che consiste nella somministrazione di una dose pre-calcolata (tra 5 e 15 mCi) di Iodio radioattivo (131I) per via orale. Nei pazienti affetti da m. di Graves-Basedow, lo Iodio radioattivo viene concentrato all’interno dei tireociti iperattivi, provocando la regressione dell’ipertiroidismo e l’insorgenza di una condizione di ipotiroidismo permanente nella maggioranza dei pazienti. E’ opportuno sottolineare che – come ribadito anche dall’Associazione degli Endocrinologi Clinici (AACE) degli Stati Uniti, dove il trattamento con radioiodio è il più utilizzato per la cura dell’ipertiroidismo – la terapia con radioiodio alle dosi di 5-15 mCi è sicura e non sembra aumentare il rischio di tumori maligni, di infertilità o di malformazioni nella progenie.

4) Radioterapia esterna: causa la distruzione dei tireociti attraverso le radiazioni ionizzanti (somministrate, ad esempio, nei pazienti con carcinoma laringeo);

5) Terapia con Amiodarone: l’assunzione di amiodarone, un farmaco dotato di una potente azione antiaritmica e contenente elevate quantità di iodio (circa il 37% della molecola), può provocare ipotiroidismo (Ipotiroidismo indotto da amiodarone, AIH) attraverso un complesso fenomeno chiamato effetto Wolff-Chaikoff.

6) Mezzi di contrasto iodati e Disinfettanti topici contenenti Iodio: per il medesimo effetto Wolff-Chaikoff che provoca ipotiroidismo dopo l’assunzione di amiodarone, la somministrazione di sostanze iodate può causare ipotiroidismo, che in questo caso solitamente è di tipo transitorio;

8) Terapia con Litio: la terapia con sali di Litio, assunta da pazienti psichiatrici affetti da disturbi bipolari, provoca ipotiroidismo in una minoranza di casi;

9) Terapia con Interferone: la terapia con interferone, assunta ad esempio da pazienti affetti da epatite cronica HCV-relata o sclerosi multipla, può innescare una tiroidite autoimmune con conseguente ipotiroidismo.

 

Diagnosi. La diagnosi di ipotiroidismo si basa su:
 

 1) anamnesi accurata del paziente;

2) presenza di sintomi e segni di ipofunzione ghiandolare tiroidea;

3) dosaggio tramite prelievo di sangue delle concentrazioni sieriche del TSH reflex, una metodica che consiste nell’eseguire, da parte del laboratorio, “in primis” il dosaggio del TSH e, successivamente, anche il dosaggio di FT4 solo in presenza di livelli di TSH superiori ai limiti di norma. I valori di FT4 risulteranno inferiori alla norma nei soggetti con ipotiroidismo franco o nella norma in quelli con ipotiroidismo subclinico o lieve;

4) dosaggio di anticorpi anti-Tireoglobulina (Ab anti-TG) e degli anticorpi anti-Tireoperossidasi (Ab anti-TPO), la presenza dei quali consente di stabilire sia l’eziologia autoimmune dell’ipotiroidismo sia l’opportunità di iniziare la terapia sostitutiva con L-Tiroxina L-T4;

5) ecografia tiroidea, utile per valutare il grado di ecogenicità ghiandolare (nelle forme infiammatorie l’ecogenicità è tipicamente ridotta rispetto al normale) e l’eventuale concomitante presenza di noduli tiroidei.

 

  Terapia dell’ipotiroidismo